In occasione del primo test stagionale della Red Bull, il team ha confermato le aspettative positive nutrite dai fan.
I test prestagionali di Formula 1 del 2026 a Barcellona hanno suscitato molto interesse, ma anche frustrazione per gli appassionati e addetti ai lavori. Con una nuova era tecnica all’orizzonte, molti si aspettavano una maggiore apertura e trasparenza per comprendere meglio le innovazioni delle monoposto. Tuttavia, le restrizioni attuate durante questi test hanno lasciato molti osservatori insoddisfatti e con più domande che risposte.

Il dominio della Red Bull e le prestazioni dei team nei test prestagionali
Il primo giorno di test a Barcellona ha visto la Red Bull dominare la scena con Isack Hadjar che ha registrato il miglior tempo di 1’18”154. La Mercedes di George Russell ha seguito a breve distanza, mentre Franco Colapinto su Alpine A526 ha impressionato, posizionandosi tra Russell e il suo compagno di squadra Kimi Antonelli. Altri piloti come Esteban Ocon su Haas motorizzata Ferrari e Liam Lawson della Racing Bulls hanno mostrato notevoli performance, precedendo Audi e Cadillac. Tuttavia, i test non sono stati privi di imprevisti, con diverse interruzioni causate da bandiere rosse per Colapinto, Bortoleto e Lawson.
Mistero e restrizioni: il rigido controllo sui test
La decisione di mantenere i test prestagionali chiusi al pubblico e ai media ha suscitato molte critiche. Giornalisti esperti come Edd Straw e Jon Noble di The Race sono stati allontanati, nonostante non stessero effettuando riprese. Anche il “belvedere” sulla curva 10, considerato un punto pubblico, è stato dichiarato inaccessibile. Questa chiusura ha impedito la trasmissione del live timing su piattaforme come YouTube, rendendo impossibile seguire in tempo reale le prestazioni delle vetture.
La paura di un disastro tecnico e le conseguenze della segretezza
Le misure restrittive sembrano derivare dal timore di un remake del 2014, quando l’introduzione delle power unit ibride portò a un giorno di test a Jerez disastroso. La McLaren non riuscì nemmeno a scendere in pista e la Red Bull completò solo tre giri. Questo ricordo sembra aver influenzato la scelta di blindare i test a Barcellona, forse per evitare una cattiva pubblicità. Tuttavia, la segretezza ha generato reazioni negative e una narrazione frammentata degli eventi, privando i fan della possibilità di vivere appieno l’evoluzione tecnica della Formula 1. Questa decisione è vista da molti come un’occasione mancata per mostrare con orgoglio i progressi e le innovazioni del nuovo regolamento tecnico.